Scopri la quarta edizione di “La montagna al cinema”!
UniAbita, in collaborazione con il cinema Rondinella e le sezioni CAI di Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni, presenta tre film che esplorano l’essenza dell’uomo in cammino, la passione per l’alpinismo e la dimensione spirituale della montagna, i film in questione sono:

Giovedi 22 gennaio – ore 21.15

Il mio cammino

di Bill Bennett, Australia, 2025, 1h38

Un uomo australiano, quasi sessantenne, intraprende gli 800 chilometri del Cammino di Santiago senza un motivo preciso. Lungo il Cammino Francese, tra fatica, dolore e incontri inattesi, si apre a un viaggio interiore che lo segnerà per sempre. “Il mio Cammino” è un racconto sincero e toccante, capace di restituire ai pellegrini la magia del Cammino e di incantare chi sogna di viverlo.

Giovedi 5 febbraio – ore 21.15

Sky – Il più grande Sky Tour di sempre

di Nikolai Schrimer, Norvegia, 2024, 1h35. Premio del pubblico al Trento Film Festival

Nikolai Schirmer, sciatore e regista di fama internazionale, scopre che il suo amico d’infanzia, solitario e schivo, sta intraprendendo un tour sugli sci senza precedenti e che non ha intenzione di dirlo a nessuno. Vegard Rye si sta preparando a scalare e sciare 27 montagne in un’unica impresa. Per raggiungere questa impresa sovrumana, Vegard si isola da amici e familiari, vivendo in grotte e dedicando tutta la sua esistenza a migliorare se stesso. Nikolai decide di raccontare al mondo la storia del suo amico, definendola «il più grande tour sugli sci di tutti i tempi», mentre tenta di appropriarsi delle rigide tecniche di allenamento del suo amico per portare il proprio livello sciistico a nuove vette. Vegard, seppur riluttante, accetta che Nikolai e il suo team lo riprendano, il loro legame è stato forgiato nella sofferenza anni fa, quando entrambi erano giovani sciatori pieni di aspirazioni. Una storia di due personaggi estremamente diversi, uniti dall’impresa impossibile del più grande tour sugli sci di tutti i tempi.

Giovedi 19 febbraio – ore 21.15

Tra natura e quota. Giovanni Storti sopravvive alle Alpi Apuane

di Manuel Zarpellon e Giorgia Lorenzato, Italia, 2025, 1h10

In un viaggio virtuale con i propri followers per percorrere la via ferrata più antica d’Italia, Giovanni Storti ci porta sulle Alpi Apuane, tra biodiversità e sicurezza in montagna. Un’occasione per scoprire con ironia un territorio selvaggio e riflettere sui problemi che ne minacciano la conservazione. Realizzato in collaborazione con il Club Alpino Italiano, vuole offrire uno strumento che, con il giusto equilibrio fra leggerezza e profondità, aiuti il pubblico a riscoprire la magia della biodiversità nelle nostre montagne, ma anche a prendere consapevolezza del delicato tema della sicurezza in montagna soprattutto in questo momento di grande mutamento per il territorio.

 

📽 Per i soci UniAbita e CAI:
Biglietto speciale a soli 5,00€.

📍 Vi aspettiamo in tanti per condividere questa esperienza!

 

Anche quest’anno 2024 una bella iniziativa UniAbita, in collaborazione con il cinema Rondinella, le sezioni CAI di Cinisello Balsamo e di Sesto San Giovanni, propone tre appuntamenti cinematografici dedicati all’essere umano “in cammino” all’alpinismo e alla montagna nella sua dimensione più spirituale.

Ai soci UniAbita e alle due sezioni CAI è applicato un piccolo sconto sul biglietto al costo di 5,00€.

Partecipate numerosi.

relazione a cura del dott. Enrico Croce

Fin dal 2016 la sezione CAI di Sesto S. Giovanni supporta le attività archeologiche condotte dal Civico Museo archeologico di Bergamo a Carona, fornendo alloggio e supporto logistico agli archeologi presso il Baitone. Anche quest’anno gli scavi del museo bergamasco saranno concentrati nei pressi del lago Cavasabbia, nell’area dei Piani di Sasso. Inoltre, un gruppo di ricercatori del museo si occuperà anche del rilievo di alcune incisioni rupestri in Val Camisana.

L’insediamento venuto alla luce in località Piani di Sasso si trova su un pianoro immediatamente a monte della confluenza del torrente dalla Valle del Monte Sasso col Fiume Brembo, segnato in cartografia IGM come “Baite le Croci”. L’area pianeggiante, formata da dinamiche di accumulo fluviale all’interno di una conca glaciale, presenta un’ottima esposizione solare e si configura in modo molto favorevole all’insediamento umano. Le prime attività umane, legate allo sfruttamento dei boschi e delle miniere di ferro, datano probabilmente alla fine del IV secolo a.C., sul finire dell’Impero Romano, e sono indiziate dai risultati di analisi paleobotaniche condotte in una torbiera situata nei pressi del sito. Nell’Alto Medioevo, tra VII e VIII secolo d.C., sul margine settentrionale del pianoro era in uso una struttura probabilmente destinata ad attività artigianali, che è sopravvissuta almeno fino all’XI-XII secolo d.C. Mentre il lato est dell’area, poco distante dall’attuale baita dei pastori, vide la costruzione, nel pieno Medioevo, di una serie di strutture datate tra XIII e XIV secolo d.C., tra cui anche quella che probabilmente doveva essere una torre. Nel territorio circostante l’abitato sono stati indagati anche i resti di due aie carbonili, utilizzate tra il IX e il XIII secolo d.C. per la produzione del carbone, necessario per alimentare le attività metallurgiche. L’interpretazione corrente del sito, infatti, lo considera come un insediamento produttivo legato allo sfruttamento delle miniere di ferro del Monte Sasso. Agli inizi dell’età Moderna l’insediamento era in qualche modo ancora attivo, visto che venne inserito in una mappa itineraria della Val Brembana redatta da Leonardo da Vinci, ma probabilmente proprio in questo periodo cadde in disuso a causa dell’apertura di nuovi impianti fusori più efficienti, situati più a valle.

La campagna di scavo 2023 diretta dalla dott.ssa S. Casini, si aprirà il 3 luglio e proseguirà per tre settimane, fino al 21 luglio. Le ricerche sul campo saranno condotte dal lunedì al venerdì e gli archeologi saranno a disposizione di eventuali visitatori per mostrare lo stato di avanzamento dei lavori di scavo, nel rispetto delle norme di sicurezza del cantiere.

Ricercatori:

Enrico Croce, Diego E. Angelucci, Jacopo Armellini, Federico Confortini, Francesco Dordoni, Chiara Rossi, Diego Veneziano, Laura Vezzoni, Stefania Casini

Riassunto:
Le ricerche archeologiche nell’area delle sorgenti del Brembo di Carona hanno preso avvio a seguito della scoperta delle incisioni rupestri della val Camisana.
Le indagini condotte dal Civico Museo Archeologico di Bergamo a partire dal 2007 hanno aperto interessanti prospettive sulla storia del popolamento
umano della val Brembana, un’area fino ad oggi poco conosciuta dal punto di vista archeologico.
Le incisioni più antiche attestano frequentazioni di età preromana e la presenza dell’area di culto di una divinità celtica protettrice delle vette e dei valichi.
Risale invece all’Alto Medioevo un insediamento minerario scoperto ai Piani di Sasso, presso il lago Cavasabbia.
Negli anni più recenti le ricerche sono state estese a tutto il territorio circostante i siti, attraverso uno studio di archeologia del paesaggio condotto dall’Università di Trento.
I dati raccolti in più di quindici anni di ricerche sono ancora in corso di studio ma permettono già di intuire i processi evolutivi del popolamento umano dell’area di Carona in un lungo arco temporale, che va dall’età del Ferro fino al presente. Le metodologie di ricerca utilizzate in questo contesto si inseriscono appieno in un nuovo approccio allo studio del passato nelle terre alte, che sta portando alla definizione dell’archeologia di montagna come una vera e propria branca indipendente della disciplina.

Trovate l’interessante ricerca al link:Bollettino Aprile 2023  

Oppure direttamente al documento PDF

Buongiorno,

A tutti i soci appassionati di montagna con un po’ di tempo libero, vorremmo proporre iniziative infrasettimanali, di mercoledì o giovedì o altri giorni d’interesse, con percorsi inizialmente di “ampio respiro”, che non richiedono particolari abilità fisiche e tecniche.

Potremmo seguire la filosofia dei “gruppi di cammino”, promuovendo percorsi montani o urbani del nostro territorio (che fortunatamente ne offre a volontà), per tutti i livelli di camminatori.

L’intenzione è quella di dar vita ad un gruppo “evergreen” della sezione CAI di Sesto S. Giovanni, aperto però a chiunque voglia e possa partecipare, combinando la passione per la montagna con l’attività fisica. Muoversi fa bene!

Con una attenzione particolare all’ambiente, per cui la proposta è di muoversi principalmente con i mezzi pubblici, senza comunque escludere l’uso dell’auto.

Ci farebbe piacere avere la vostra opinione, suggerimenti, proposte, potete utilizzare la sezione commenti legata a questo post – grazie