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17 settembre 2022

17 Settembre 2022

LOCANDINA

Incisioni rupestri della val Camisana
Partenza: rifugio f.lli Longo
Arrivo: Lago del Prato
Quota minima: 1600 m
Quota massima: 2440 m
Distanza percorsa: 8,3 Km
Escursione con partenza dal rifugio f.lli Longo, raggiunto in navetta da Carona.
La prima parte del percorso si snoda sul sentiero 246 che dal Lago del Diavolo sale al passo Selletta. All’inizio, breve descrizione geologica e morfologica dell’area tramite vedute panoramiche e sguardi alle litologie affioranti. Durante il procedere dell’escursione, i concetti espressi verranno ripresi e dettagliati per consentire eventuali approfondimenti.
Attraverso il pianoro delle torbiere dell’Armentarga, oggetto di studi paleo ambientali effettuati da un team del CNR-IDPA e dell’Università di Milano Bicocca, si scende nell’incisione della val Camisana. L’area è punteggiata di blocchi di roccia provenienti dalle pendici del Monte Aga, che sono stati utilizzati come supporti scrittori grazie alla loro peculiare litologia. In queste rocce si ritrovano conservate impronte fossili di tetrapodi permiani.
Il percorso di discesa verso la vallata sarà anche un viaggio a ritroso nel tempo, partendo dalle incisioni Settecentesche ed Ottocentesca della roccia LTB1, che testimoniano la frequentazione pastorale
dell’area, continuando con le figure di mercenari del XV secolo visibili lungo il sentiero che conduce
infine alla roccia CMS1, dove si possono apprezzare la figura di un armato medievale e numerose incisioni databili all’età del Ferro e al periodo della romanizzazione. Le incisioni sono oggetto di studio da parte del Civico Museo Archeologico di Bergamo a partire dagli inizi del XXI secolo, grazie alla segnalazione delle evidenze da parte di alcuni studiosi locali (Francesco Dordoni e Felice Riceputi), avvenuta nel 2005. Con una paziente opera di rilievo manuale è stato possibile individuare centinaia di iscrizioni e figure di animali e umani, la maggior parte correlabili al culto di una divinità delle vette
di matrice celtica: Pennino, lo stesso nume che si pensava abitasse la cima del Monte Bianco e che veniva venerato al passo del Gran San Bernardo da celti e romani (che lo associarono a Zeus/Giove, anch’esso una divinità collocata in vetta ad una montagna, l’Olimpo).
Il percorso di discesa attraverso i pascoli dell’Armentarga offrirà numerosi spunti di riflessione sull’occupazione pastorale dell’area, attestata almeno a partire dall’Alto Medioevo. grazie al rinvenimento, in un riparo sotto roccia, di tracce di un focolare databile attorno all’VIII secolo d.C. Per tutto il Medioevo l’area sarà pertinenza dell’Abbazia di Vallalta, presso Albino (BG), che la sfrutterà per attività di alpeggio. Testimonianza di questa frequentazione sono anche alcune incisioni rinvenute nei pressi di una baita, che riportano la data 1476. Una volta scesi alla baita Armentarga si percorrerà la strada carrozzabile fino all’insediamento dei Piani di Sasso, frequentato almeno dal VII secolo d.C., oggetto di indagini archeologiche del Civico Museo Archeologico di Bergamo, condotte a partire dal 2014 sotto la direzione della dott.ssa Stefania Casini. Si raggiungerà infine il Lago del Prato, da cui si ritornerà in navetta fino a Carona.

 

Dettagli

Data:
17 Settembre 2022
Categoria Evento:

Luogo

Rifugio_Longo (Carona)
Carona, 24010 Italia + Google Maps

Dettagli

Data:
17 Settembre 2022
Categoria Evento:

Luogo

Rifugio_Longo (Carona)
Carona, 24010 Italia + Google Maps